Luglio 7, 2024

Lo spreco delle case “Cantoniere” abbandonate da Anas

Lo spreco delle case "Cantoniere" abbandonate da Anas

E’ un vero spreco considerando l’attuale necessità di alloggi in tutto il territorio, come sempre qui sprechiamo alla grande!

Il caratteristico rosso pompeiano è ormai sbiadito. Le sterpaglie, quando non hanno già completamente invaso la facciata, si arrampicano sulle finestre e si accumulano nel giardino.

Recentemente, durante un sopralluogo, pare che sia stato scoperto un gruppo di migranti che aveva improvvisato una sistemazione negli appartamenti interni.

Questa è attualmente l’apparenza della stragrande maggioranza delle case cantoniere.

Gli edifici che un tempo ospitavano i dipendenti addetti alla manutenzione delle strade sono intrappolati in un limbo che perdura da anni:

diventati superflui considerando la graduale scomparsa della figura del cantoniere e le diverse esigenze dell’odierna manutenzione stradale nessuno sa più cosa farne.

O meglio, ci sono stati numerosi tentativi di rivalutazione a livello nazionale.

Iniziamo dai dati numerici.

È importante sottolineare che, anche in questo caso, le case cantoniere rimangono avvolte nell’incertezza:

infatti non esiste un elenco ufficiale che le cataloghi tutte.

La ragione è chiara: Anas, che ne ha acquisito il controllo alla sua fondazione nel 1946, ha progressivamente trasferito la gestione di molte strade e relative case cantoniere a regioni ed enti locali a partire dal Duemila.

Se le operazioni di riqualificazione sembrano non dare risultati positivi, è legittimo chiedersi perché non vengano vendute, un inutile spreco di alloggi che si potrebbero sfruttare.

E qui si pone il secondo problema che condanna le case cantoniere all’immobilità.

Gli edifici di Anas sono beni demaniali: pertanto non possono essere ceduti a privati, ma solo concessi come ad esempio le spiagge.

Anas ha effettivamente indetto un bando nel 2021 per assegnarle; tuttavia non è stata ricevuta alcuna richiesta. Ovviamente.

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