Dicembre 15, 2024

Uomini donne differenza per industrie farmaceutiche

Uomini donne la differenza per le industrie farmaceutiche

Uomini donne la differenza per le industrie farmaceutiche.

Non se ne parla per niente o meglio molto poco, ma tantissimi medicinali vengono prescritti sia alle donne che agli uomini, con risultati nefasti, ma il business delle industrie farmaceutiche non si ferma, e gira la testa dall’altra parte.

È tutto documentato sin dalla notte dei tempi: «Maschio e femmina li creò» (Genesi, 1, 27).

Ciò implica una differenza intrinseca. Tuttavia, la ricerca scientifica e l’industria farmaceutica hanno preferito sostenere che essi siano uguali.

Considerate i vari studi globali che continuano a costituire i fondamenti per il trattamento delle malattie cardiovascolari.

Il Blsa (Baltimore Longitudinal Study of Aging), condotto dal 1958 al 1975, non ha incluso alcuna donna nel campione analizzato.

Nello studio sulla malattia cardiovascolare del 1982 sono stati arruolati 22.071 partecipanti,

ma nessuna donna era presente. Mrfit (Multiple Risk Factor Intervention Trial) del 1986 ha coinvolto 355.222 uomini senza includere donne.

Fino a poco tempo fa, l’infarto era considerato un evento esclusivamente maschile;

oggi in Italia è diventata la prima causa di morte tra il sesso femminile.

È prevalsa la teoria biblica della costola: se Dio trasse la donna dall’uomo, si presumeva che le cure efficaci per lui fossero altrettanto valide per lei. «Non è affatto così.

Attualmente ci si rende conto che la medicina rappresenta un buco nero, un abisso.

Rimasta ancorata agli anni Quaranta. È necessario ripartire da zero, studiando l’anatomia e la fisiologia per comprendere come si sviluppano le malattie nei due sessi.

E successivamente stabilire quali terapie debbano essere adottate.

Ciò richiede ingenti risorse finanziarie e le multinazionali farmaceutiche potrebbero opporsi, temendo che i loro prodotti vengano ritenuti inefficaci per metà della popolazione mondiale.

L’infiammazione delle arterie provoca aterosclerosi nelle donne più che negli uomini.

Il diabete risulta tre volte più letale nel sesso femminile.

Persino la sintomatologia dell’attacco cardiaco varia tra i due sessi.

Tutti i medicinali cardiovascolari presentano effetti collaterali dieci volte più gravi sulle donne.

Abbiamo visto gli effetti della sindrome del bikini: venivano studiati esclusivamente gli organi del solo apparato riproduttivo.

La mortalità femminile per malattie cardiovascolari è diminuita grazie a diagnosi e terapie distinte per ciascun sesso, frutto dell’evoluzione della medicina di genere.

Ciò non contribuisce alla prevenzione degli eventi vascolari; al massimo può risultare utile solo nella riduzione delle ricadute nelle pazienti già colpite da infarto o ictus.

Il diabete è tre volte più insidioso nelle donne rispetto agli uomini.

Inoltre, persino la sintomatologia dell’attacco cardiaco cambia tra i due sessi: anziché avvertire la tipica compressione al petto percepita dai maschi.

Le donne spesso segnalano dolore alla schiena, all’addome e al collo; questo spiega perché possano finire nei reparti errati o addirittura essere dimesse dal pronto soccorso con una diagnosi di “Non è nulla”.

Tutti i medicinali cardiovascolari presentano effetti collaterali dieci volte più gravi sulle donne.

«Il cancro ai polmoni nelle donne è aumentato di trenta volte negli ultimi anni».

Fumano più dei maschi, si ma nella donna il tumore si sviluppa in periferia, causando sintomi meno evidenti e pertanto difficilmente individuabili in tempo utile.

Inoltre, i tumori intestinali tendono ad aggredire maggiormente il colon discendente negli uomini e quello trasverso nelle donne.

Si potrebbe andare avanti, esempi ne troveremo tanti, ma è abbastanza chiaro dove stiamo andando e perché.

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