Gennaio 20, 2025

Lavastoviglie e brillantanti un problema

Lavastoviglie e brillantanti un problema

Lavastoviglie e brillantanti un problema:

Spesso si riscontrano residui non chiaramente identificabili sulle stoviglie, nonostante l’impiego di diversi prodotti, con risultati insoddisfacenti.

I brillantanti utilizzati nelle lavastoviglie commerciali possono depositarsi sui piatti e finire nei nostri alimenti, compromettendo così la salute, in particolare quella intestinale.

Uno studio ha messo in evidenza un aspetto frequentemente trascurato nell’uso delle lavastoviglie:

i problemi derivanti dai residui di brillantanti contenenti alcol etossilato che possono permanere sulle stoviglie.

La ricerca è stata condotta su lavastoviglie commerciali, ovvero quelle impiegate in contesti come ristoranti, mense e caserme, progettate per garantire rapidità ed efficienza.

Ogni ciclo presenta due fasi molto rapide (di circa 60 secondi ciascuna):

la prima consiste nel lavaggio con acqua calda e detersivo, mentre la seconda prevede l’applicazione del brillantante.

Lavastoviglie e brillantanti un problema:

I brillantanti utilizzati nelle lavastoviglie commerciali possono depositarsi sui piatti e finire nei nostri alimenti:

Il problema risiede nell’assenza frequente di un risciacquo finale atto a rimuovere i residui chimici, i quali tendono a rimanere sulle stoviglie asciutte.

Di conseguenza, quando utilizziamo piatti, posate e bicchieri, rischiamo di ingerirli.

Questi residui chimici possono facilmente entrare nel tratto gastrointestinale durante il successivo utilizzo delle stoviglie, mettendo a rischio la salute di chi consuma cibo su di esse.

I brillantanti commerciali contengono alcol etossilato, una sostanza che secondo gli studi dei ricercatori danneggia gravemente l’epitelio intestinale.

In laboratorio, organoidi intestinali umani e cellule su microchip sono stati esposti a concentrazioni di brillantante simili a quelle presenti sui piatti lavati in lavastoviglie.

La compromissione della barriera intestinale è associata ad un incremento delle malattie croniche come allergie alimentari, gastriti, obesità e persino disturbi neurologici quali sclerosi multipla e Alzheimer.

La ricerca avvalora l’ipotesi della “barriera epiteliale”, che stabilisce un nesso tra l’esposizione a sostanze chimiche,

e il danneggiamento delle barriere naturali dell’organismo, aprendo la strada a patologie sistemiche.

I risultati dello studio evidenziano l’urgenza di regolamentare l’uso degli alcol etossilati nei brillantanti commerciali e sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo ai rischi associati.

Per quanto concerne le lavastoviglie domestiche, grazie ai loro cicli di risciacquo più prolungati rispetto alle versioni professionali,

riescono ad eliminare una maggiore quantità di residui chimici; tuttavia è fondamentale garantire lavaggi più sicuri per la salute e per l’ambiente.

Meglio sempre utilizzare detersivi e brillantanti ecologici e attivare un ciclo extra di risciacquo quando necessario.

Spugna e piatti a rischio microbiologico

https://www.amedeolucente.it/news-medicina-oftalmologia.asp?codice=10667