Marzo 3, 2025

Un grillo nel menù cosa trovo nel piatto

Un grillo nel menù cosa trovo nel piatto

Un grillo nel menù cosa trovo nel piatto:

Un argomento sparito da tutte le pagine, non si sa bene perché, almeno un minimo di informazione dovrebbe esserci,

per sapere cosa ci troviamo in tavola o al supermercato, a mio avviso meglio prepararsi.

Sebbene per gli europei gli “insetti” non rappresentino esattamente ciò che ci si aspetterebbe di trovare nel menù,

in Africa, Asia e America Latina il consumo di insetti è parte integrante di molte culture e tradizioni gastronomiche.

A livello globale, circa 2.100 specie di insetti vengono utilizzate come alimento, con grilli e cavallette che figurano tra gli snack da strada più apprezzati al mondo.

Questi sono consumati in quasi 50 Paesi, inclusi Stati Uniti e Australia.

Un altro dato sorprendente riguarda gli scarafaggi, comunemente mangiati in nazioni come Thailandia e Madagascar,

i quali appartengono alla medesima famiglia dei gamberi e dei gamberetti.

In particolare, i gamberi sono frequentemente definiti “scarafaggi del mare”, poiché condividono le stesse abitudini alimentari degli scarafaggi terrestri, agendo quindi come spazzini.

Un grillo nel menù cosa trovo nel piatto:

L’uso della farina di grilli nell’Unione Europea è autorizzato a seguito di una richiesta presentata e accettata dalla Commissione.

Questa autorizza l’uso della polvere parzialmente sgrassata ottenuta da Acheta domesticus grillo domestico, intero in pane e panini multicereali, cracker e grissini, barrette ai cereali, premiscele secche per prodotti da forno, biscotti, prodotti secchi a base di pasta farcita e non farcita, salse e prodotti trasformati a base di patate”, il che equivale a dire praticamente ovunque.

Non ci si aspetti certamente di trovare spiedini di grillo per le strade di Londra né tanto meno locuste fritte sulla Rambla a Barcellona;

infatti, gli insetti interi non rientrano nel regolamento di esecuzione dell’UE e non possono essere immessi sul mercato senza un’apposita autorizzazione.

Ciò che sarà disponibile invece consisterà in parti lavorate degli insetti approvati;

in virtù del loro status di “novel food”, dovranno essere chiaramente etichettati al fine di evitare malintesi e consentire ai consumatori di effettuare scelte informate e consumare il cibo in sicurezza.

Un’etichettatura accurata ed una lista degli ingredienti chiara e comprensibile risultano ancor più cruciali quando l’alimento può provocare sensibilizzazione primaria o reazioni allergiche.

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https://www.lacucinaitaliana.it/news/in-primo-piano/insetti-da-mangiare-dieci-ricette-antipasto-dolce/