Adesso mi mangio la plastica:
La plastica monouso utilizzata per l’imballaggio di bevande e alimenti rappresenta una seria minaccia per l’ambiente e, talvolta, anche per la nostra salute, la domanda è? e quelli che abbiamo in uso a casa.
I contenitori in plastica costituiscono un’alternativa decisamente più sostenibile rispetto ai materiali usa e getta e possano risultare più pratici nel trasporto.
e nella conservazione degli alimenti rispetto a vetro o metallo, è importante notare che, in determinate condizioni, potrebbero comportare rischi per la salute.
L’invecchiamento e l’usura possono provocare il rilascio di microplastiche; tuttavia, non sono questi gli unici fattori da considerare.
Sulla sicurezza di un contenitore in plastica che giace da anni nella vostra dispensa, è il momento di rivalutarne l’idoneità all’uso.
Numerosi studi evidenziano i danni potenziali delle micro e nanoplastiche sul nostro organismo:
si tratta di inquinanti estremamente diffusi che hanno impatti su ogni organo del corpo umano, dal sangue alla saliva, dal fegato ai reni e polmoni fino alla placenta.
Permane una certa incertezza riguardo alla persistenza di queste particelle nel nostro corpo;
Ci sono molte incognite ma in base ai dati sempre più consistenti suggeriscono che le microplastiche influenzano la biologia umana.
Le nanoplastiche:
Possono penetrare nelle cellule attraverso due meccanismi distintivi e persino accedere ai nuclei cellulari.
Tra le diverse minacce per la salute umana ci sono quelle derivanti dalle sostanze chimiche presenti nelle particelle di microplastica.
Inclusi componenti come BPA, ftalati e metalli pesanti noti o sospettati di causare disturbi nei sistemi nervoso e riproduttivo.
Adesso mi mangio la plastica:
Tutti abbiamo un contenitore in plastica con cibo fatto in casa e ci chiediamo se sia riutilizzabile.
Non sempre è semplice determinare se il contenitore sia sicuro per il contatto prolungato con gli alimenti ed idoneo a essere lavato e riutilizzato.
Un primo passo utile consiste nel controllare il simbolo presente sul fondo del contenitore che indica il tipo di plastica: all’interno di un triangolo dovreste trovare un numero compreso tra 1 e 7.
I numeri consigliati sono 2 (polietilene ad alta densità), 4 (polietilene a bassa densità) o 5 (polipropilene).
Il numero 2 indica HDPE presente in articoli come i contenitori del latte ed è considerato sicuro per gli alimenti;
il numero 4 si riferisce a LDPE usato nei sacchetti per pane ed è anch’esso ritenuto sicuro;
infine, il numero 5 identifica PP presente nei sacchetti delle patatine e nei contenitori dello yogurt.
Naturalmente, se il contenitore presenta graffi, crepe o deformazioni visibili oppure odori persistenti o scolorimenti evidenti, è opportuno disfarsene.
Questi difetti aumentano infatti il rischio che microplastiche si stacchino entrando in contatto con gli alimenti consumati.
Anche se dal punto di vista ambientale si consiglia spesso di estendere al massimo la vita utile dei prodotti,
tramite riutilizzo o rivendita quando non più necessari, ciò non dovrebbe avvenire a scapito della nostra salute.
I contenitori acquistati oltre dieci anni fa non dovrebbero più essere utilizzati poiché presentano un rischio maggiore legato all’usura;
anche se sembrano nuovi c’è comunque una potenziale insidia per la salute.
Adesso mi mangio la plastica:
Negli ultimi decenni molti produttori hanno utilizzato plastiche contenenti bisfenolo A (BPA),
una sostanza chimica capace di infiltrarsi negli alimenti influenzando lo sviluppo di patologie quali ipertensione e malattie cardiovascolari.
Viste le evidenze scientifiche risulta fondamentale riconsiderare le nostre abitudini al fine di avere un impatto positivo sull’ambiente senza compromettere la nostra salute.
Una prassi potrebbe includere il lavaggio manuale dei contenitori anziché utilizzare la lavastoviglie poiché quest’ultima espone i materiali a temperature elevate prolungate danneggiandoli.
Se decidete comunque d’impiegare la lavastoviglie sarà preferibile collocarli nel cestello superiore dove non subiscono calore intenso.
L’opzione migliore rimane comunque quella del lavaggio manuale con acqua calda:
da effettuarsi tempestivamente per evitare l’indurimento dei residui alimentari che rende difficile la pulizia senza correre il rischio d’intaccare ulteriormente le superfici dei contenitori stessi.
https://www.chimica-online.it/materiali/fibre-tessili/moplen.htm
Post Views: 442