Marzo 31, 2025

Malattie croniche e salute fisica

Malattie croniche e salute fisica

Di solito il benessere non si limita unicamente alla salute fisica;

E’ possibile condurre una vita appagante anche in presenza di patologie.

Il rapporto sulle politiche della cronicità, 24 milioni di italiani sono affetti da malattie croniche, che hanno ripercussioni negative anche sul benessere psicologico.

L’identificarsi come malati genera logicamente e frequentemente ansia, senso di fallimento e impotenza; si stima infatti che il 30% dei pazienti con malattie croniche soffra di depressione,

rispetto al 5-7% della popolazione generale, evidenziando la necessità di ripensare i concetti di salute, benessere e malattia.

Solitamente qualcuno sostiene che la salute fisica vada oltre l’assenza di patologie e rappresenti solo uno degli aspetti del benessere, un concetto che include anche le dimensioni affettive e sociali.

In accordo con quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la filosofa espande il significato del benessere per favorire una rivalutazione di sé stessi e della propria qualità di vita.

Il pensiero comune tende a identificare il benessere con la salute fisica intesa semplicemente come assenza di malattia.

Gli organi e i sistemi del corpo operano secondo specifiche normative, mentre la patologia viene vista come una deviazione da queste norme.

La definizione risulta limitativa: non conformarsi alle norme non implica necessariamente essere malati.

La patologia come anormalità non è necessariamente associata a sofferenza o danno.

Esistono condizioni patologiche che possono rimanere asintomatiche per lungo tempo e tumori che, sebbene presentino caratteristiche neoplastiche, nella maggior parte dei casi non influiranno sul benessere né sulla funzionalità organica.

Sono in salute quando posso svolgere ciò che considero normale e vitale.

Questa concezione pone al centro il paziente rispetto al medico, riconoscendo al soggetto il diritto di determinare se si considera ammalato o meno.

Se un problema non incide negativamente sulla qualità della vita quotidiana, esso deve essere visto come un’anormalità piuttosto che una vera e propria malattia.

Ciò consente pertanto di parlare di salute anche in riferimento a persone clinicamente malate, quali gli anziani o coloro che vivono con condizioni croniche.

Secondo l’OMS, la salute è uno stato dinamico caratterizzato da completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale;

Non si limita quindi all’assenza di malattie o infermità.

Questo approccio considera l’individuo nella sua totalità ed ha una connotazione positiva poiché definisce la salute attraverso la presenza attiva del benessere piuttosto che attraverso l’assenza della malattia.

In modo coerente con età e condizione personale, per mantenersi in buona salute è fondamentale non solo avere una buona condizione fisica ma anche vivere emozioni positive,

nutrire relazioni affettive soddisfacenti e dedicarsi ad attività significative per dare senso alla propria esistenza.

Questi fattori influenzano notevolmente anche l’aspettativa di vita; uno studio ha dimostrato che vivere felici contribuisce a una maggiore longevità.

La presenza della malattia non esclude quindi il raggiungimento del benessere.

Anche se si convive con una patologia fisica, se si riesce a svolgere le attività quotidiane essenziali ed essere circondati da affetti e interessi significativi, si può comunque considerare qualitativa la propria vita.

Da questa prospettiva è possibile stare bene anche convivendo con gravi patologie all’età avanzata:

Di sicuro per una persona anziana stare bene, potrebbe significare prendersi cura del giardino, completare un cruciverba o sorridere in allegria insieme ai familiari.

Vita cibo e longevità sana

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