Buon appetito e l’insetto in tavola ;
Quando penso a quei fastidiosi insetti che ronzano, e a volte pizzicano, l’ultima cosa che mi viene in mente è di trovarli nel piatto.
Zanzare, cimici, pulci, vespe… la lista è lunga e la sensazione è spesso veramente di fastidio.
Proviamo a cambiare prospettiva.
Questi piccoli animali potrebbero rappresentare una risorsa fondamentale in un settore dove non ce lo aspetteremmo mai: l’alimentazione.
Da tempo, esperti di tutto il mondo cercano soluzioni innovative per nutrire un pianeta in crescita, producendo cibo in modo più sostenibile.
Tra le priorità c’è la ricerca di nuove fonti proteiche, alternative a quelle tradizionali, che siano amiche dell’ambiente.
In Europa, si stanno studiando diverse opzioni: carne coltivata in laboratorio, sostituti vegetali,
prodotti fermentati, alghe e, appunto, gli insetti commestibili, sia interi che sotto forma di farine. Presto potremmo davvero trovarli nei nostri menù.
Una voce autorevole nel campo spiega come l’utilizzo di insetti rappresenti un’alternativa valida alle proteine animali tradizionali per affrontare l’aumento della popolazione mondiale.
Programmi internazionali, come quello promosso dalle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), spingono l’uso di insetti come fonte proteica sia per l’uomo che per gli animali.
Nonostante in molte parti del mondo il consumo di insetti sia una pratica comune, in Occidente è ancora considerato una novità.
Buon appetito e l’insetto in tavola;
In Europa, gli insetti rientrano nella categoria dei “novel foods”, alimenti non consumati abitualmente prima del 1997 e che necessitano dell’approvazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per essere commercializzati.
L’introduzione di questi prodotti sta facendo progressi anche in Europa. Già nel 2021, la Commissione Europea ha dato il suo parere favorevole,
sulla sicurezza di alcune specie come la larva gialla della farina, la locusta migratoria e il verme della farina minore per il consumo umano.
Nel 2024, è arrivato il via libera per la vendita di farine a base di grillo domestico e di prodotti che le contengono, come pane, salse e cioccolato.
È importante sottolineare che la Commissione Europea autorizza il consumo solo di insetti ritenuti sicuri dall’EFSA e provenienti da produttori specifici.
Inoltre, i prodotti a base di insetti devono essere confezionati ed etichettati in modo chiaro, indicando il tipo di insetto, la quantità utilizzata, il paese di origine e le informazioni sui rischi di allergie.
Le richieste di autorizzazione per diverse specie, provenienti da tutto il mondo, sono in aumento.
Si stima che il mercato globale degli insetti, che nel 2023 valeva circa un miliardo di dollari, raggiungerà i 4,6 miliardi nel 2027, con una crescita media annua del 44%.
Attualmente, solo alcune specie sono legalmente vendibili in Europa: locuste migratrici, grilli domestici, vermi gialli e tarme della farina.
Alcune di queste sono già utilizzate per produrre barrette proteiche, farine e altri prodotti disponibili nei supermercati.
Mentre in Europa l’idea di mangiare insetti suscita ancora qualche dubbio.
In Asia, Australia, Africa e America Centrale, ben 2 miliardi di persone consumano regolarmente circa 2.000 specie di insetti come parte della loro alimentazione tradizionale.
Ma quali sono i vantaggi di portare gli insetti in tavola.
L’aspetto nutrizionale. Questi animali contengono circa il 70% di proteine, una percentuale superiore a quella della carne di manzo o di pollo.
Ad esempio, la farina di grillo parzialmente sgrassata ha oltre il 70% di proteine, meno del 12% di grassi e circa il 9% di fibre.
L’esoscheletro degli insetti contiene chitina, una fibra benefica per la salute intestinale. Inoltre, sono una buona fonte di vitamine, minerali e composti fenolici con proprietà antinfiammatorie.
Non mancano poi i benefici economici e ambientali.
Gli allevamenti di insetti richiedono meno risorse in termini di mangime, acqua e spazio rispetto agli allevamenti tradizionali, anche grazie alla possibilità di svilupparli in verticale. Producono meno rifiuti ed emissioni di gas serra.
Gli insetti hanno un’alta efficienza di conversione alimentare: in media, trasformano 2 kg di cibo in 1 kg di massa corporea, mentre un bovino ne richiede 8 kg per lo stesso risultato.
Buon appetito e l’insetto in tavola;
Inoltre, la parte edibile degli insetti è molto elevata: l’80% di un grillo può essere trasformato in farina, contro il 55% di polli e maiali e il 40% dei bovini.
Gli insetti si riproducono rapidamente e possono essere nutriti con scarti alimentari, riducendo i costi di produzione e l’inquinamento, in linea con i principi dell’economia circolare.
Infine, mangiare insetti non sembra essere pericoloso per la salute, a patto che vengano trattati con le stesse norme igienico-sanitarie previste per qualsiasi altro alimento.
Uno dei principali svantaggi è il potenziale rischio di allergie per chi è già allergico a crostacei, molluschi e acari della polvere, anche se al momento le prove sulle allergie alimentari legate al consumo di insetti sono limitate.
La vera sfida, però, sembra essere l’accettazione di questa nuova risorsa alimentare da parte dei consumatori.
La maggior parte della popolazione non è ancora pronta a includere gli insetti nella propria dieta, e le barriere culturali e psicologiche sono significative.
Riuscirà il futuro del nostro cibo a superare questi ostacoli?
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/alimentazione/farina-di-grilli-tutto-quello-che-ce-da-sapere
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