Stop a pesticidi nel piatto:
Non sempre pensiamo cosa abbiamo nel piatto all’ora di pranzo o di cena.
Però da poco è stato pubblicato il rapporto annuale “Stop pesticidi nel piatto”.
Diffuso dalle riviste specializzate la ricerca mette in evidenza l’uso e la presenza di residui di pesticidi nel 45% dei campioni alimentari presi in analisi, dove compare la frutta quale categoria ovviamente maggiormente interessata.
Il documento rappresenta un riferimento fondamentale per comprendere l’impatto delle sostanze chimiche di sintesi sugli alimenti destinati al consumo.
Attraverso un’analisi dettagliata dei dati forniti dalle Regioni e dagli enti specializzati, arricchita da contributi scientifici di esperti impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale e nella tutela della biodiversità.
La frutta è la categoria più esposta all’uso dei pesticidi tra tutti gli alimenti, l’Olio extravergine d’oliva e il vino sembrano essere quelli meno contaminati.
Nella metà dei campioni sono state individuate tracce di uno o più residui fitofarmaceutici:
Il 15% presenta monoresidui (un solo pesticida), mentre il 26,3% multiresidui (più tipi di pesticidi).
Tra gli alimenti con maggiore presenza di pesticidi si distingue la frutta seguono verdura e prodotti trasformati.
Per esempio un campione di peperoncini ha evidenziato ben 18 residui differenti; due campioni di pesche hanno mostrato rispettivamente 13 e 8 residui.
Stop a pesticidi nel piatto:
Le sostanze rilevate includono insetticidi e fungicidi quali Acetamiprid, Boscalid, Fludioxonil e Imazalil.
Molta attenzione viene posta sull’Imazalil, classificato come probabile cancerogeno dall’EPA (Agenzia statunitense per la protezione ambientale);
L’uso e il limite massimo consentito è stato ridotto per la frutta come ad esempio le banane, limoni, arance e agrumi, comunque obbligatoria è l’indicazione “la buccia non edibile”, personalmente non ho mai fatto caso alla dicitura, e voi?
Per fortuna dati più incoraggianti emergono dall’olio extravergine d’oliva che registra percentuali molto elevate di campioni privi di residui.
Il quadro emerso dai dati è preoccupante sicuramente rappresenta un’opportunità per rivedere il nostro modello agricolo.
La mancata adozione del Regolamento europeo sull’uso sostenibile dei fitofarmaci, costituiscono un ostacolo inaccettabile alla transizione verso un’agricoltura più sicura e sostenibile.
È fondamentale introdurre una normativa che stabilisca limiti precisi per l’accumulo di diversi pesticidi all’interno dei singoli prodotti alimentari, al fine di ridurre in modo significativo i rischi per la salute umana.
Sono apprezzabili i progressi verso pratiche agricole sostenibili attraverso l’introduzione degli ecoschemi a tutela degli impollinatori (api e bombi) e gli investimenti nel biologico finalizzati ad aumentare la Superficie Agricola Utilizzata e promuovere la nascita dei biodistretti.
Occorre però fare ulteriormente passo avanti soprattutto nel supporto alle piccole e medie imprese agricole.
Garantendo accesso equo alle risorse e favorendo un uso efficace dei fondi europei per agevolare una produzione alimentare sempre più sana, sostenibile e decarbonizzata.”
È necessario puntare sull’agricoltura biologica quale strumento prioritario per ridurre i pesticidi.
L’Italia mantiene una posizione leader europea con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati a biologico della superficie agricola utilizzata complessiva.
Stop a pesticidi nel piatto:
Per favorire una crescita ulteriore del settore ed equilibrare domanda e offerta è indispensabile introdurre strumenti che facilitino i consumatori,
come bonus dedicati alle categorie fragili o mense bio nelle strutture ospedaliere, scolastiche e universitarie.
Sicuramente molto efficaci le misure volte a ridurre i costi produttivi, quali quelli legati alla certificazione, incentivando le piccole e grandi imprese alle pratiche agricole sostenibili.
Perchè acquistare prodotti bio due consigli da seguire
https://www.my-personaltrainer.it/news/pesticidi-in-frutta-e-verdura-quali-sono-conseguenze-per-la-salute.html