Giugno 16, 2025

Cina: non aprire quella chiavetta

Cina: non aprire quella chiavetta

È fondamentale evitare l’utilizzo di chiavette USB provenienti dalla Cina, in quanto si profila uno scenario preoccupante di un possibile attacco informatico su larga scala.

Questo caso, ancora dai contorni non del tutto definiti ma sicuramente serio, riguarda la Slovenia.

Negli ultimi giorni sono emerse rivelazioni che coinvolgono apparentemente comuni chiavette USB;

Quelle al centro dell’attenzione, importate dalla Cina, sarebbero potenzialmente contaminate da malware prima di essere distribuite a numerose istituzioni pubbliche.

La vicenda è venuta alla luce quando il portale informativo 24ur,

ha riportato che diversi ministeri, agenzie pubbliche e municipalità slovene hanno ricevuto chiavette “infette”, consegnate tramite il Ministero della Trasformazione Digitale.

La notizia è stata successivamente confermata dall’Ufficio governativo per la sicurezza informatica,

che ha comunque precisato come il malware individuato non risulti particolarmente pericoloso e che finora non siano stati rilevati danni ai sistemi né fughe di dati.

Il punto di vista del portale era invece più allarmistico,

sostenendo che il malware avrebbe raggiunto persino i computer dell’omologo sloveno della Corte dei Conti e altre istituzioni pubbliche.

La Corte stessa ha rassicurato dichiarando che l’incidente non ha compromesso i sistemi informatici grazie all’efficace intervento dei programmi antivirus che hanno identificato ed eliminato il codice maligno.

Nonostante ciò, permangono preoccupazioni significative:

Il direttore dell’Agenzia per la Sicurezza Informatica slovena, ha infatti sottolineato che le autorità stanno conducendo indagini approfondite.

E ipotizzano che le chiavette possano essere state utilizzate come veicolo per un potenziale “cyberattacco” su vasta scala.

Considerata la quantità di dispositivi distribuiti nell’amministrazione pubblica e la natura della minaccia emergente.

L ’Agenzia ha innalzato lo stato d’allerta invitando tutte le istituzioni a sospendere immediatamente l’uso delle chiavette interessate.

Parallelamente sono in corso accertamenti volti a comprendere come tali dispositivi infetti siano riusciti ad entrare nei sistemi informatici altamente sensibili e teoricamente protetti di un Paese membro sia dell’UE sia della NATO.

Le indagini puntano inizialmente a identificare gli acquirenti delle chiavette USB tramite l’impresa slovena Extra Lux che ne ha certificato l’origine cinese sulle etichette dei prodotti. Extra Lux ha venduto questi dispositivi a numerosi enti pubblici dopo aver vinto una gara d’appalto come miglior offerente.

Il direttore dell’azienda ha specificato che le chiavette sono state consegnate nel loro imballaggio originale senza alcuna modifica da parte del personale aziendale.

Anche all’interno della società sono in corso verifiche per determinare le cause dell’incidente e vi è piena collaborazione con le autorità competenti.

La Slovenia non è nuova a episodi simili: a febbraio scorso Telekom Slovenia aveva denunciato una violazione della cybersicurezza con documenti interni poi apparsi sul dark web.

Nell’ottobre 2024 era stata oggetto di attacchi anche l’università di Maribor, mentre ad aprile attacchi informatici avevano compromesso diversi portali governativi.

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