Luglio 28, 2025

Pandemia turistica natura e ambiente

Pandemia turistica natura e ambiente

I numeri relativi al turismo sono in costante crescita; anzi, stanno dilagando.

Le immagini recenti che mostrano centinaia di visitatori in fila, in Val Gardena, per accedere a una funivia rappresentano l’ennesima testimonianza dell’autentica pandemia turistica che sta assumendo connotati sempre più gravi a livello globale.

Non si tratta affatto di un fenomeno isolato, purtroppo: se ne discute da anni e la situazione peggiora ogni anno, con il rischio concreto di configurare una sorta di suicidio assistito per l’ambiente.

È vero che i turisti apportano notevoli entrate economiche; tuttavia, è ancor più evidente che i costi materiali iniziano a superare i benefici.

L’Italia ospita annualmente 135 milioni di visitatori ed è il quinto Paese al mondo per numero di presenze turistiche.

Il Nord Est rappresenta il fronte maggiormente esposto a queste vere e proprie “Strafexpedition” seriali, ben più devastanti di quelle austro-ungariche della Prima Guerra Mondiale.

Ciò è dovuto alla generosità della natura del territorio.

Che offre risorse straordinarie come le Dolomiti, l’Adriatico, i laghi e le terme; nonché all’impronta umana che ha aggiunto stimoli culturali e gastronomici.

Proprio per questo motivo tale area viene letteralmente assediata dagli arrivi turistici: le Dolomiti registrano circa 9 milioni di visite annue, mentre le spiagge da Grado a Sottomarina raggiungono i 26 milioni.

Venezia rappresenta un caso emblematico a livello mondiale di città sommersa dall’eccesso di turismo, con 13 milioni di presenze.

Analizzando nel dettaglio i dati emerge una situazione ancora più preoccupante:

Bolzano figura tra le città italiane con la maggiore incidenza turistica, con 69 ospiti per ogni residente;

Venezia registra invece 47 presenze equivalenti pro capite e 16 mila visitatori per chilometro quadrato.

A rendere particolarmente critiche tali cifre è la natura sempre più distorta degli assalti turistici ripetuti nel tempo:

la maggioranza dei visitatori non è motivata dal desiderio genuino di conoscere i luoghi ma dalla volontà narcisistica di apparire attraverso selfie da esibire una volta rientrati nelle proprie abitazioni;

basta infatti che un frammento di località compaia in qualche programma televisivo poco edificante per scatenare ondate incontrollate di autocelebrazione.

Tra coloro che giungono con l’intenzione di fermarsi sul posto si osserva poi una mescolanza tra imprudenza e sfrontatezza, specialmente in montagna,

con conseguenze tragiche: solo nell’arco dell’ultimo mese si sono registrati già 83 decessi ad alta quota.

Occorre inoltre sottolineare come alla superficialità dei turisti si aggiunga la cosiddetta “auri sacra fames”

ovvero l’ingordigia da parte di molti residenti che traggono profitto dalla situazione:

da chi trasforma appartamenti e uffici in bed and breakfast fino a chi prospera sui piccoli consumi quotidiani quali bottigliette d’acqua o caffè.

Sebbene le entrate vengano incrementate sotto forma di guadagni economici, spesso non si considerano adeguatamente i costi associati, anch’essi rilevanti e gravosi: dalla pressione abitativa all’intasamento delle infrastrutture;

dalla precarietà occupazionale alla manutenzione dei siti turistici. Si pensi solo al caso veneziano dove occorre raccogliere e smaltire ben 75 chili di rifiuti per ciascun visitatore quotidiano, con un costo medio pari a cinque euro al giorno per turista.

Queste conseguenze sono ampiamente note ma continuano ad essere affrontate soltanto mediante polemiche sterili e risposte insufficienti o inefficaci.

Non bastano interventi temporanei o misure parzialmente significative adottate finora:

è necessario elaborare un piano organico e condiviso per la gestione del turismo tra istituzioni e categorie interessate basato sul principio del limite.

Sarebbe inoltre fondamentale promuovere un’educazione diffusa affinché tutti imparino a rispettare l’ambiente evitando comportamenti dannosi simili all’utilizzo usa-e-getta tipico dei fazzoletti monouso.

Tuttavia questa rimane purtroppo un’utopia: il turismo ha trasformato il mondo in un enorme giardino d’infanzia o Disneyland senza confini.

E noi continuiamo ad aspettare pazientemente in fila soltanto per scattare il nostro “selfie”.

Settembre in montagna Castel Tirolo

Sappada in tranquillità, tra dolomiti orientali montagne, e boschi