Luglio 30, 2025

Fame e morsi dal mondo: cibo da strada

Morsi dal mondo cibo da strada

C’è chi lo insegue come l’ultima moda, chi lo sceglie per praticità, ma lo street food è molto più di una tendenza passeggera.

E’ un fenomeno globale che si intreccia con la storia dell’umanità.

Non è che sia un’invenzione recente: nell’antico Egitto e nella Grecia classica, il profumo di pesce fritto in strada stuzzicava l’appetito dei passanti.

A Roma, i “thermopolia” erano veri e propri antenati dei moderni chioschi, luoghi brulicanti dove si potevano acquistare cibi caldi.

E per poi trovare riparo dal freddo, soprattutto per chi non aveva una cucina in casa.

Per le classi meno abbienti, nutrirsi in strada era una scelta dettata dal portafoglio e dalla fretta: un pasto veloce e a buon mercato.

E proprio da questa antica consuetudine popolare nasce l’anima più autentica del cibo di strada: quelle ricette semplici, genuine.

Ormai ogni angolo di mondo ha il suo gioiello culinario “da passeggio”,

un sapore tipico che si può gustare con le mani, camminando tra le vie di una città.

Ma parliamo di noi, e non possiamo non parlare della **pizza**, la regina indiscussa dello street food tricolore.

Da nord a sud, infinite varianti, dolci e salate, ma è la classica Margherita, con i suoi colori della bandiera, a conquistare i palati di ogni turista e di ogni italiano, diventando un simbolo stesso del Bel Paese.

Buonissima in Francia, la baguette.

Nata quasi per caso negli anni Venti del Novecento, quando una legge parigina limitò l’orario di lavoro dei fornai, costringendoli a inventare un pane più veloce da cuocere per la colazione.

La sua forma allungata, comoda da portare sotto braccio, l’ha resa iconica, tanto da essere candidata a Patrimonio Unesco.

Fish and chips britannico.

Popolare ai tempi di Dickens e servito avvolto in fogli di giornale, decollò nel XIX secolo grazie allo sviluppo della pesca e delle ferrovie, che permettevano di portare pesce fresco in ogni angolo del paese.

Merluzzo pastellato croccante e patatine fritte: un’accoppiata nata da influenze venete o ebraico-spagnole, ancora oggi un’istituzione Oltremanica.

Ma oltreoceano, negli Stati Uniti, è nato l’hot dog.

La sua storia è curiosa e affonda le radici in un episodio da stadio, dove un venditore ambulante, per attirare l’attenzione, iniziò a urlare a squarciagola offerte di “salsicce di cane” (ovviamente non vere).

L’espressione, abbreviata poi in “cane caldo”, fece presa, e gli americani, maestri nell’arte di semplificare e automatizzare, inventarono persino il panino già forato per accogliere il würstel, senza bisogno di tagliarlo.

Infine, non possiamo ignorare un alimento che, volenti o nolenti, potrebbe diventare sempre più presente nel nostro futuro: gli insetti.

Consumati regolarmente da metà della popolazione mondiale, fritti o arrostiti, rappresentano una fonte di proteine sostenibile e nutriente.

Dai mercati cinesi agli spiedini di bachi da seta a Bangkok, gli insetti sono già parte della tradizione culinaria di molti paesi.

Dovremo abituarci all’idea di includerli nella nostra dieta: il futuro del pianeta ci chiede scelte alimentari più responsabili.

Nutella Vegana un alimento ultra-processato

https://viaggi.corriere.it/eventi/cards/street-food-giro-ditalia-40-cibi-strada/