Settembre 27, 2025

New: sei zampe in tavola, la locusta

New sei zampe in tavola: la locusta

L’emergenza climatica e la crescente necessità di sostenibilità alimentare stanno cambiando da tempo le regole della nostra dieta e le abitudini in tavola.

In questa nuova trasformazione, arriva sicuramente un ospite inatteso, ed è entrato ufficialmente a far parte del panorama gastronomico europeo: la locusta.

L’Unione Europea ha infatti approvato la Locusta migratoria come Novel Food, riconoscendo il suo potenziale non solo in termini nutrizionali ma anche ambientali.

Pertanto, l’insetto, un tempo temuto per i danni ai raccolti, si sta ora affermando come una fonte proteica valida e, soprattutto, sostenibile.

L’approvazione della Locusta migratoria da parte della Commissione Europea segna una tappa fondamentale per l’entomofagia in Europa.

In primo luogo, l’autorizzazione è giunta dopo una rigorosa valutazione scientifica da parte dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

Quindi, l’EFSA ha confermato la sicurezza del consumo umano dell’insetto nelle forme approvate.

Di conseguenza, la locusta si unisce al gruppo di insetti già legittimati a circolare sul mercato alimentare europeo.

È importante sottolineare che l’autorizzazione non è generica.

Infatti, si riferisce specificamente alla Locusta migratoria, e può essere commercializzata e consumata in tre distinte presentazioni: essiccata, congelata o in polvere.

Inoltre, queste diverse forme di lavorazione ne ampliano l’applicazione culinaria, rendendola versatile per l’impiego in una vasta gamma di prodotti alimentari, dalle barrette proteiche agli snack salati, passando per gli ingredienti base di piatti più elaborati.

A questo punto, è lecito chiedersi cosa renda la locusta così interessante dal punto di vista nutrizionale.

Ebbene, i dati sono notevoli. Le locuste, al pari di molti altri insetti commestibili, sono una fonte straordinariamente ricca di proteine di alta qualità, contenenti tutti gli amminoacidi essenziali.

In aggiunta, forniscono grassi salutari, fibre alimentari, vitamine (come la B12) e minerali cruciali (quali ferro e zinco), spesso in quantità superiori rispetto alle fonti proteiche animali tradizionali.

Pertanto, l’inclusione di questi insetti nella dieta non rappresenta solo una scelta alternativa, ma una vera e propria integrazione nutrizionale,

che può contribuire significativamente a contrastare la malnutrizione in alcune aree e a migliorare la qualità della dieta nelle società occidentali.

Tuttavia, come per ogni nuovo alimento, è fondamentale garantire un’informazione corretta sui potenziali allergeni;

a tal proposito, l’EFSA ha evidenziato che chi è allergico a crostacei, acari della polvere e molluschi potrebbe manifestare reazioni anche al consumo di locuste.

Tuttavia, l’aspetto più impattante dell’entomofagia è la sua sostenibilità ambientale.

L’allevamento di locuste e altri insetti richiede molte meno risorse rispetto all’allevamento del bestiame tradizionale.

In primo luogo, il fabbisogno di terra è drasticamente ridotto. In secondo luogo, l’acqua necessaria per la loro crescita è infinitamente minore.

Inoltre, l’efficienza di conversione alimentare (la capacità di convertire il mangime in biomassa) è eccezionalmente elevata.

Per esempio, gli insetti necessitano di una quantità di mangime notevolmente inferiore per produrre la stessa quantità di proteine rispetto a maiali o bovini.

Inoltre, un altro fattore cruciale è la riduzione delle emissioni di gas serra.

Di conseguenza, l’impronta di carbonio della produzione di proteine da insetti è significativamente più bassa.

Quindi, in un momento in cui la produzione di carne è sotto stretta osservazione per il suo contributo al cambiamento climatico, gli insetti offrono una soluzione a basso impatto e ad alta efficienza.

L’ufficializzazione della Locusta migratoria apre la strada a un mercato potenziale enorme, ma non è esente da ostacoli.

Infatti, la principale sfida in Europa è di natura culturale.

Ciononostante, sebbene oltre 2 miliardi di persone nel mondo consumino regolarmente insetti, l’idea è ancora estranea o persino repulsiva per tutti noi consumatori occidentali.

Il successo commerciale di questo “Novel Food” dipenderà in gran parte dalla capacità dell’industria alimentare di superare il “fattore disgusto.

A tal fine, le forme in polvere e gli estratti proteici, che mascherano l’aspetto dell’insetto intero, potrebbero rappresentare la porta d’accesso più immediata.

Una strategia di marketing efficace, che enfatizzi i benefici nutrizionali e, soprattutto, la sostenibilità ecologica, d’ora in poi sarà cruciale.

L’approvazione della Locusta migratoria da parte dell’Unione Europea è un segnale forte di come il futuro della nutrizione stia convergendo verso fonti proteiche più diversificate e responsabili.

Le locuste, da piaga biblica, potrebbero trasformarsi in un ingrediente chiave per la sicurezza alimentare.

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