New: “novel food” e salviamo il pianeta
Li abbiamo visti in un sacco di scenari cinematografici di fantascienza, ne abbiamo letto nei libri.
I “cibi del futuro” non appartengono più esclusivamente al regno dell’immaginazione.
Al contrario, i cibi sono già presenti in molte tavole, mentre altri, frutto di intensa sperimentazione nei laboratori, attendono il via libera normativo per essere prodotti e commercializzati su larga scala.
Dalle microscopiche alghe agli snack proteici a base di insetti, dalla carne creata in bioreattori ai prodotti da forno impastati con farine entomologiche, la tecnologia e la scienza stanno ridefinendo in modo radicale il nostro approccio all’alimentazione.
In effetti, abbiamo la necessità di un uso più sostenibile delle risorse del Pianeta, e di una riduzione dell’impatto ambientale generato dalla filiera agroalimentare.
L’Emergenza Alimentare
Come da tempo leggiamo il trend demografico mondiale continua la sua crescita inarrestabile: le proiezioni indicano che entro il 2050 la popolazione globale raggiungerà i 10 miliardi di individui, ormai è tutto reale.
Di conseguenza, le ripercussioni sul sistema alimentare e sull’ambiente sono già tangibili:
si registra un consumo del suolo e un diffuso disboscamento necessari per creare nuovi pascoli e aree coltivabili, mentre fenomeni come la desertificazione minacciano vaste aree agricole e zone idricamente già compromesse.
Pertanto, non aggravare l’attuale squilibrio tra l’aumento della popolazione e la disponibilità limitata di risorse diventerà il principio guida della nuova economia sostenibile.
In questo contesto, cibi che oggi appaiono estranei alle nostre abitudini culturali, ma che sono
straordinariamente ricchi di nutrienti essenziali, si preparano a conquistare progressivamente gli scaffali dei supermercati.
Pensiamo, ad esempio, agli insetti: in molte culture mondiali, grilli, locuste e larve sono già parte integrante della dieta quotidiana, rappresentando una fonte eccellente di proteine,
grassi sani, vitamine, fibre e minerali. In Europa, l’utilizzo a fini alimentari della farina di grillo, è stato autorizzato nel gennaio del 2024.
Nonostante ciò, tale novità ha acceso un dibattito acceso: da una parte, alcuni agricoltori temono che questo ingrediente possa destabilizzare il commercio tradizionale delle farine derivate dai cereali; dall’altra parte,
tuttavia, la principale barriera alla sua diffusione rimane la refrattarietà di origine culturale che caratterizza gran parte del pubblico europeo.
I Novel Food del Futuro
Ma la frontiera dei novel food non si limita alla terra ferma: si estende anche al mare, promettendo benefici significativi per la salute umana.
Le meduse, ad esempio, sono composte prevalentemente da acqua e proteine, in particolare collagene, e hanno dimostrato di possedere una notevole attività antiossidante.
Altrettanto promettenti sono le microalghe, considerate una delle fonti più ricche di proteine e composti bioattivi.
La Spirulina (Arthrospira platensis), per citarne una, è da secoli un alimento di base in regioni dell’Asia, del Messico e dell’Africa.
Inoltre, la microalga Chlorella è l’ingrediente principale di una pasta già commercializzata da un’azienda svizzera.
A conti fatti, in un futuro non troppo lontano, potrebbe non essere affatto strano ritrovarsi ad assaporare un piatto di penne alla Chlorella, condite con un ragù a base di carne coltivata e completate con un formaggio interamente vegetale.
La Sfida della Carne Coltivata
La carne prodotta in laboratorio, definita anche “carne coltivata” o “carne cellulare”, rappresenta l’ultima frontiera della nutrizione sostenibile.
Attualmente non è ancora approvata per la commercializzazione in Europa, tuttavia è vista con favore da una parte della comunità scientifica poiché offrirebbe una soluzione concreta per ridurre gli allevamenti intensivi e il loro impatto inquinante, notevolmente superiore.
Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha già dato il via libera alla commercializzazione di nuggets di pollo coltivati in laboratorio.
La posizione dell’ Italia
In Italia, tuttavia, la posizione è diversa.
Un disegno di legge approvato nel novembre del 2023 ne vieta la produzione e la commercializzazione.
Sostenendo che i cibi così definiti “sintetici” non offrirebbero garanzie di qualità, benessere, e non tutelerebbero la cultura e la tradizione enogastronomica italiana.
Poi a cercare fino in fondo, non di cibo sintetico si tratta, ma di cellule vive che si riproducono in fermentatori, analogamente a quanto avviene per i batteri lattici dello yogurt o per le cellule della nostra pelle che coltiviamo per trattare grandi ustioni.
New: “novel food” e salviamo il pianeta
Al contrario, si definisce sintetico ciò che è frutto di processi chimici senza l’intervento di organismi viventi.
Nello specifico, per la carne coltivata si utilizzano cellule staminali che in laboratorio vengono fatte differenziare in un terreno di coltura a base di sali e proteine.
Al fine di produrre muscolo; bastano pochissime cellule iniziali per ottenere tonnellate di carne”.
Ciononostante, permane un problema etico-economico legato all’uso del siero fetale bovino come ‘integratore’ nel terreno di coltura.
A questo proposito, la scienza è chiamata a identificare nutrienti alternativi, come quelli di origine vegetale.
In aggiunta, i costi attuali della carne ottenuta tramite agricoltura cellulare non sono ancora competitivi sul mercato,
ma sono universalmente ritenuti destinati a scendere drasticamente in futuro con l’ottimizzazione dei processi.
Vantaggi Ambientali
Dunque, l’adozione di queste tecniche significherebbe l’addio, o almeno una significativa riduzione, alla macellazione di innumerevoli animali.
Un tema su cui le nuove generazioni dimostrano una sensibilità crescente.
Inoltre, la nuova filiera porterebbe a una riduzione sostanziale del consumo idrico e di terreno e, molto probabilmente, alla diminuzione delle emissioni di gas serra.
Tuttavia, “Gli stomaci della mucca hanno la capacità unica di assimilare erbe e vegetali che solo i batteri del rumine possono trasformare in zuccheri e proteine.
In altre parole, l’energia solare convertita in cellulosa tramite la fotosintesi viene in questo modo resa disponibile per tutti i non erbivori, come noi.
Come di ogni innovazione vanno pesati oggettivamente vantaggi e svantaggi, mettendo da parte le pressioni delle aziende.
New: “novel food” e salviamo il pianeta
Certamente, le emissioni di gas serra prodotte dai bovini sono le più rilevanti nel settore, mentre le carni di pollo emettono quasi quanto la coltivazione del riso.
Ne consegue che trovare alternative alla carne rossa attraverso la ricerca scientifica è un problema non più rinviabile.
In sintesi, se è vero che l’innovazione in campo alimentare è importante per la salvaguardia del Pianeta.
Questo non significa affatto che in futuro dovremo accontentarci di “brodaglie” insapori, o di una pizza disidratata rigenerata in pochi secondi.
Il futuro del cibo è complesso, speriamo diventi quanto prima sempre più sostenibile.
Un grillo nel menù cosa trovo nel piatto
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