Sono Anni 80: Level 42 “Leaving me now”
Per molti, i Level 42 sono sinonimo di virtuosismo funk-jazz: giri di basso in levare, groove irresistibili e l’inconfondibile slap di Mark King.
Tra le tantissime canzoni ho trovato Leaving Me Now, del 1985, che ha rivelato un lato inatteso della band.
Lanciata come secondo singolo dal loro album di platino, World Machine, questa traccia ha dimostrato che i Level 42 erano molto più di una macchina da ballo raffinata.
Era un momento di introspezione, un’apertura di cuore che bilanciava perfettamente il successo più ritmato del singolo precedente, Something About You
E’ l’anatomia di un addio
“Leaving Me Now” si distacca nettamente dal loro tipico sound ad alta energia.
Sono Anni 80: Level 42 “Leaving me now”
La canzone è una confessione malinconica, un’amara riflessione sulla fine di una storia d’amore logorata dall’inganno.
Il testo, scritto da un mago: Phil Gould, è intriso di una rassegnazione quasi stoica, ma profondamente ferita:
dice:”E suppongo che tu stia lasciandomi adesso… ero così sicuro, ora sono pieno di dubbi… Proprio come il sorriso che hai cancellato dal mio viso”
C’è un senso di sconfitta, ma anche una dignità nel riconoscere l’inevitabile.
La classe: Lindup e King
Musicalmente, l’atmosfera è stabilita fin dalle prime note, grazie al pianoforte sempre unico e toccante di Mike Lindup.
La sua introduzione è essenziale, melodica, e conferisce immediatamente al brano la sua carica emotiva, una vera e propria base da soul-pop.
E poi c’è lui: il basso di Mark King.
Abbandonando la frenesia dello slapping per cui è famoso, King costruisce una linea di basso sinuosa, calda, che avvolge e sostiene la melodia con la precisione di un metronomo emotivo.
È una performance che prova la sua versatilità.
Il culmine emotivo, tuttavia, appartiene nuovamente a Lindup, con il suo assolo di pianoforte a metà brano.
Una canzone che resta tra le più sentite del repertorio anni Ottanta.
“Leaving Me Now” non è la canzone per cui i Level 42 sono più ricordati, ma è forse a mio avviso è una delle migliori.
È la colonna sonora perfetta per quando il ritmo si ferma e non resta che guardare qualcuno che se ne va.
Grazie a Mario Degan per l’articolo, ex “vecchio” DJ
Basta un clic MP3 per l’ascolto
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