Non a caso: “chi si somiglia si piglia”
Per quanto l’amore e l’attrazione possano apparire come un’alchimia casuale di incontri fortuiti e sentimenti irrazionali, la scienza sta svelando un quadro molto più complesso e sorprendente.
Un detto che ci ricordiamo tutti, dell’ antica saggezza popolare diceva: “chi si somiglia si piglia” e trova oggi un robusto fondamento nel campo della genetica e dell’evoluzione.
Senza esserne consapevoli, la maggior parte delle persone tende a formare un legame stabile con un partner che non è solo simile per interessi,
temperamento o status socio-economico, ma anche, e in modo significativo, per composizione genetica e aspetto fisico.
Il fenomeno dell’accoppiamento
Questa tendenza a scegliere un compagno che ci assomiglia è definita in ambito scientifico come accoppiamento assortativo (assortative mating), e rappresenta un modello di accoppiamento non casuale.
Storicamente, questo fenomeno è stato osservato e documentato in relazione a una vasta gamma di caratteristiche fenotipiche,
ovvero le caratteristiche osservabili di un organismo, come l’altezza, l’indice di massa corporea (BMI), il livello di istruzione e persino l’orientamento politico.
Non a caso, numerosi studi su coppie sposate o conviventi hanno costantemente riscontrato correlazioni positive significative per molti di questi tratti.
Tuttavia, la somiglianza non si limita a fattori ambientali o sociali.
Studi recenti, analizzando i genomi di coppie reali, hanno fornito una prova inequivocabile di una somiglianza genetica superiore a quella che si riscontrerebbe accoppiando individui a caso nella popolazione.
In altre parole, la scelta del partner è molto meno casuale di quanto si pensi
e il nostro DNA sembra giocare un ruolo cruciale e sottile in questo processo decisionale.
Dalla preferenza al tratto ereditato
Il meccanismo attraverso il quale questa somiglianza genetica si manifesta nella scelta è affascinante e solleva interrogativi profondi.
A tal proposito, una recente ricerca (di matrice australiana, ma sostenuta da studi globali sul tema dell’accoppiamento assortativo).
Ha esplorato l’ipotesi che la tendenza a preferire partner simili possa essere tramandata geneticamente.
Per comprendere meglio, è utile ricorrere al modello matematico e concettuale impiegato in tali analisi.
Per esempio, si può supporre che un uomo possieda geni che lo predispongono a una certa altezza e, contemporaneamente,
abbia ereditato dal proprio genitore un gene o una combinazione genica che influenza la sua preferenza per donne di statura elevata.
Di conseguenza, il figlio o la figlia di questo individuo erediterà non solo i geni per l’altezza (dalla madre e dal padre) ma anche la predisposizione genetica a preferire un partner alto (dal padre). Perciò, il tratto fisico (l’altezza) e la preferenza per quel tratto si co-ereditano.
In sostanza, questo meccanismo crea una correlazione genetica tra la preferenza di un individuo e la sua stessa caratteristica preferita.
Quindi, se gli individui scelgono partner basandosi su tratti ereditabili, e le preferenze per quei tratti sono anch’esse ereditabili, le generazioni successive saranno sempre più caratterizzate da un’accoppiamento assortativo.
Inoltre, questo processo può essere inconscio e basato su segnali molto più sottili della semplice altezza, come tratti facciali, composizione corporea o persino aspetti comportamentali che hanno una forte componente genetica.
Non a caso: “chi si somiglia si piglia”
Le implicazioni sociali ed evolutive
Le conseguenze dell’accoppiamento assortativo vanno oltre la semplice dinamica di coppia, portando con sé significative implicazioni per l’evoluzione umana e la struttura sociale.
Innanzitutto, l’omogamia genetica, cioè l’accoppiamento tra individui geneticamente simili, aumenta la probabilità che i tratti ereditari si concentrino e si amplifichino all’interno di una famiglia o di un gruppo sociale.
Ciò può avere un effetto a catena sulla variabilità genetica delle popolazioni, specialmente se l’accoppiamento assortativo è forte per tratti come l’intelligenza o il livello di istruzione, che sono essi stessi in parte ereditabili.
Di conseguenza, se le persone con elevate capacità cognitive e alto livello di istruzione tendono a sposarsi tra loro.
Ciò potrebbe potenzialmente esacerbare le disuguaglianze sociali ed economiche nelle generazioni future, trasformando una disuguaglianza sociale in una disuguaglianza con una componente biologica rafforzata.
Lo studio dell’accoppiamento assortativo
Secondariamente, lo studio dell’accoppiamento assortativo è fondamentale per la ricerca genetica in generale.
Per esempio, molti modelli genetici e studi sulle malattie partono dall’assunto di un accoppiamento casuale all’interno di una popolazione.
Non a caso: “chi si somiglia si piglia”
Tuttavia, la scoperta che i partner sono geneticamente più simili del previsto (non solo per i tratti evidenti, ma su tutto il genoma),
richiede che questi modelli siano ricalibrati per evitare di sovrastimare o sottostimare l’ereditabilità di alcune condizioni.
La scelta di un partner è un fenomeno profondamente radicato in un intricato mix di fattori sociali, psicologici e, in misura sempre maggiore, genetici.
Sebbene non si tratti di un determinismo assoluto, l’evidenza suggerisce che siamo biologicamente, se non inconsciamente,
portati a cercare la nostra “metà” in modi che riflettono e amplificano le nostre caratteristiche ereditarie.
Pertanto, la prossima volta se capita di notare la sorprendente somiglianza tra due partner,
non è affatto una coincidenza, ma piuttosto un affascinante capitolo della storia evolutiva umana scritto direttamente nel nostro DNA.
Counseling labirinto e crescita personale
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