Il 1986 fu un anno importante per i Talk Talk.
Music: Living in Another World
Partiti ad inizio carriera con uno stile synth-pop dei loro primi successi come “It’s My Life” e “Such a Shame”, la band, guidata dal geniale Mark Hollis, pubblicò il suo terzo album in studio, “The Colour of Spring”.
Qui si trova la traccia “Living in Another World”, un brano che fa da ponte tra il loro passato più commerciale e il futuro, ben più sperimentale, dello spirit-jazz e del post-rock.
Uscito come secondo singolo dall’album, “Living in Another World” (3 marzo 1986) non è un semplice pezzo pop.
Con i suoi sette minuti nella versione dell’album, è una dichiarazione di intenti artistici notevoli.
La canzone mantiene una struttura melodica accessibile, ma introduce una ricchezza di strumentazione organica e una profondità emotiva che erano rare nelle classifiche dell’epoca.
Un’evoluzione Sonora
L’atmosfera è tesa e vibrante. La voce di Hollis naviga su un arrangiamento stratificato, dove compaiono chitarre inaspettate e il tocco inconfondibile dell’organo di Steve Winwood (un ospite di lusso che contribuisce a tre tracce dell’album).
Music: Living in Another World
E dona al pezzo un respiro soul e quasi gospel, distanziandolo definitivamente dal New Wave più freddo.
“I’m living in another world to you” (Sto vivendo in un altro mondo rispetto a te), un ritornello che risuona con una malinconia universale.
Il successo commerciale fu notevole: l’album raggiunse l’ottavo posto nel Regno Unito e il brano fu un successo in diverse nazioni europee.
Consolidando la reputazione dei Talk Talk e preparando la strada per i capolavori successivi e sempre più d’avanguardia.
“Living in Another World” è, insomma, il suono di una band che, nel 1986, stava prendendo un respiro profondo per spiccare il volo.
Music “Easy listening” Tin Man – America
337
Post Views: 1.152