Un nuovo test sul colesterolo
E’ arrivato un test del colesterolo poco conosciuto è ora raccomandato per la prevenzione delle malattie cardiache.
Un nuovo test sul colesterolo
Le nuove linee guida per la gestione del colesterolo prevedono un approccio preventivo più incisivo e un intervento terapeutico anticipato.
Includendo la raccomandazione che tutti gli adulti si sottopongano almeno una volta al dosaggio della lipoproteina(a), un marcatore genetico di rischio cardiovascolare.
L’American Heart Association e l’American College of Cardiology hanno pubblicato le linee guida aggiornate, finalizzate a fornire ai medici strumenti più efficaci per valutare il rischio cardiovascolare.
Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di mortalità sia tra gli uomini sia tra le donne negli Stati Uniti, ma anche in Europa,
Colesterolo: le malattie cardiovascolari
«È noto ormai che oltre l’80% delle malattie cardiovascolari può essere prevenuto e che livelli elevati di colesterolo LDL, comunemente definito “colesterolo cattivo”, costituiscono un fattore di rischio significativo»,
Tuttavia, conoscere esclusivamente i livelli di LDL potrebbe non risultare sufficiente; misurare ulteriori biomarcatori consente infatti «di ottenere una valutazione più completa del rischio cardiovascolare individuale e di determinare tempestivamente l’opportunità di una terapia ipolipemizzante».
Tra le nuove indicazioni vi è il test della lipoproteina(a), da effettuarsi una sola volta in età adulta.
Un nuovo test un semplice esame ematico
Si tratta di un esame ematico semplice e ampiamente disponibile, sempre più integrato nella pratica clinica preventiva dai medici di base.
Poiché i livelli di lipoproteina(a) sono geneticamente determinati e relativamente stabili nel tempo, il test risulta generalmente necessario una sola volta all’inizio dell’età adulta.
Valori elevati indicano un aumento ereditario del rischio di infarto miocardico, ictus ed altre patologie cardiovascolari.
Le linee guida promuovono inoltre un uso esteso del punteggio calcifico coronarico, una metodica non invasiva utile a quantificare la presenza di placche calcificate nelle arterie coronarie.
Viene suggerito altresì l’impiego dello strumento PREVENT per la valutazione del rischio a 10 e 30 anni delle malattie cardiache, al fine di orientare con maggiore precisione le decisioni terapeutiche riguardanti l’avvio della farmacoterapia.
I farmaci: le statine
I farmaci ipocolesterolemizzanti, in particolare le statine, restano il trattamento standard per l’ipercolesterolemia.
Nel nuovo contesto normativo si considera anche l’opportunità dell’utilizzo precoce nei pazienti a rischio moderato qualora il profilo complessivo lo giustifichi.
«Si tratta di un cambiamento epocale». L’aspetto fondamentale è valutare il rischio complessivo nel corso della vita.»
«Queste nuove linee guida favoriranno un maggior numero di trattamenti precoci».
Grazie alla disponibilità sul mercato dei generici per tutte le principali tipologie di statine, i costi risultano contenuti; la spesa mensile è molto bassa per la terapia con statine.
Si stima che circa il 20% degli adulti si presenti livelli elevati di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità), condizione associata ad aumentato rischio di infarti e ictus.
Le nuove direttive
Le nuove direttive hanno impatto su milioni di persone incrementando significativamente l’uso delle statine e altri farmaci ipolipemizzanti.
Si prevede inoltre che questo approccio preventivo intensificato possa ridurre in modo rilevante incidenza e mortalità correlate alle malattie cardiovascolari.
Oltre agli aspetti farmacologici, le linee guida sottolineano l’importanza dei corretti stili di vita: attività fisica regolare, astensione dal tabacco ed abitudini corrette del sonno rappresentano pilastri fondamentali della prevenzione cardiaca.
«La dieta equilibrata e l’esercizio fisico costituiscono la base imprescindibile per una buona prevenzione cardiovascolare».
Il consiglio finale rimane sempre il solito, parlarne sempre con il nostro medico di base, per avere tutti i chiarimenti.
Attività fisica e buone abitudini vantaggi
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