Rifiuti e Ploggin cura dell’ambiente:
Nell’era in cui la consapevolezza ambientale si fa sempre più pressante e la ricerca del benessere fisico è una priorità per molti:
Emerge una pratica che fonde armoniosamente queste due esigenze: il plogging.
Questo termine, dal suono forse inusuale, affonda le sue radici nella lingua svedese.
Deriva dall’espressione “plocka upp”, che si traduce semplicemente con “raccogliere”.
Unendo questo verbo all’atto del jogging, si ottiene una sintesi perfetta di ciò che rappresenta il plogging: correre e, nel farlo, raccogliere i rifiuti abbandonati lungo il percorso.
Chi pratica il plogging si distingue non solo per la passione verso l’attività fisica,
spesso svolta in contesti urbani come parchi e viali alberati, ma anche per un profondo senso di responsabilità civica e ambientale.
Ogni bottiglietta di plastica, ogni involucro o qualsiasi altro rifiuto incontrato diventa un’occasione per un piccolo, ma significativo, gesto di cura verso il proprio ambiente.
Rifiuti e Ploggin cura dell’ambiente:
Raccogliere e conferire correttamente questi scarti nel cestino più vicino non è un obbligo,
ma un impulso dettato dalla volontà di contribuire a spazi pubblici più puliti e salubri.
La crescita di questa attività ha visto un notevole incremento anche in Italia, soprattutto a partire dal 2020.
Questa espansione ha portato alla nascita di comunità e gruppi organizzati, come l’associazione “Corro col Guanto”, che si dedicano attivamente alla promozione di questa pratica e alla sensibilizzazione sulle tematiche ambientali.
Affrontare il problema dei rifiuti abbandonati negli spazi pubblici è una sfida globale. Si tratta di un fenomeno diffuso, spesso considerato di poco conto, ma che in realtà genera un inquinamento silenzioso e dannoso per l’ecosistema.
La difficoltà nel far comprendere l’impatto negativo, anche di un singolo rifiuto gettato a terra,
rende necessaria la ricerca di approcci innovativi per sensibilizzare la popolazione e incoraggiare comportamenti virtuosi.
È in questo contesto che iniziative come la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, promossa dall’Unione Europea fin dal 2014, giocano un ruolo fondamentale.
Rifiuti e Ploggin cura dell’ambiente:
Tali eventi mirano a coinvolgere attivamente cittadini, imprese ed enti pubblici nella diffusione di buone pratiche volte a minimizzare la produzione di scarti e a incoraggiare azioni concrete a tutela dell’ambiente.
L’idea che ha dato vita al plogging nasce in Svezia nel 2016, dall’intuizione di Erik Ahlström. Atleta sensibile alle questioni ecologiche, Erik decise di unire la sua routine di corsa all’azione di pulizia delle aree che frequentava abitualmente.
Ciò che iniziò come un gesto individuale si è rapidamente trasformato in uno stile di vita.
In breve tempo, in una disciplina sportiva riconosciuta a livello internazionale, con una diffusione amplificata grazie al potere dei social media.
Il termine “plogging” incarna perfettamente questa unione, combinando il concetto del “jogging”.
Ovvero correre a passo moderato, con quello della raccolta dei rifiuti, richiamato dal verbo svedese “plocka upp”.
Questa pratica, nata spontaneamente, ha continuato a evolversi, assumendo sempre più i connotati di una disciplina agonistica in diverse nazioni.
Un segnale evidente di questa trasformazione è stata la prima edizione del World Plogging Championship, tenutasi nel 2021.
Questo campionato mondiale non è stato concepito come una mera competizione sportiva, ma come un evento che celebra e integra valori fondamentali quali la sostenibilità, l’attivismo ambientale e il benessere personale, il tutto all’interno di una cornice amichevole e collaborativa.
In Italia, come accennato, il movimento ha trovato terreno fertile.
Nell’agosto 2020, a Monza, è nata l’associazione “Corro col Guanto”.
La loro missione è chiara e ambiziosa: promuovere l’educazione ambientale sfruttando i benefici derivanti sia dal benessere individuale procurato dall’attività fisica, sia dal benessere collettivo che si ottiene prendendosi cura degli spazi comuni attraverso la raccolta dei rifiuti.
Tra gli obiettivi principali dell’associazione vi è anche il supporto alle amministrazioni comunali.
Questo avviene attraverso la collaborazione in attività di cura e gestione dei beni pubblici, promuovendo al contempo iniziative volte a sensibilizzare la comunità sulle urgenti tematiche ambientali e a incoraggiare la pratica dell’attività fisica nelle aree urbane.
La corsa in città, e in particolare all’interno dei parchi pubblici, diviene in questo modo uno strumento privilegiato per adempiere a un compito di tutela e rigenerazione degli spazi condivisi.
Questo impegno e la filosofia alla base di “Corro col Guanto” sono mirabilmente sintetizzati nel loro motto: “Correre e raccogliere per stare bene… tutti”.
L’integrazione tra l’esercizio fisico e la responsabilità ambientale nel plogging dimostra in modo tangibile come sia possibile dare vita a pratiche non solo salutari e coinvolgenti a livello personale, ma anche potentemente al servizio del bene comune.
Questo esempio virtuoso sottolinea l’importanza di adottare soluzioni creative e accessibili per affrontare le sfide ambientali e sociali che caratterizzano il nostro tempo. Inoltre, la crescente popolarità del plogging, che lo sta portando a essere riconosciuto come una vera e propria disciplina sportiva, seppur atipica nei suoi obiettivi, conferma in maniera inequivocabile l’intrinseco legame tra sport ed ecologia.
Un legame rafforzato da valori condivisi, quali la ricerca della salute personale e un profondo senso di responsabilità collettiva nei confronti del pianeta che abitiamo.
Il plogging non è solo un modo per mantenersi in forma; è un modo per fare la differenza, passo dopo passo, rifiuto dopo rifiuto.
Correre un benessere fisico mentale e relax
https://areasosta.com/faq/perche-e-importante-salvaguardare-i-boschi