New: non sono da temere i lipidi
Da molti anni, nel contesto della salute e della nutrizione, è sempre esistita una marcata diffidenza riguardo ai grassi alimentari.
Concetto, che è stato ampiamente diffuso, dal mondo scientifico e dai mezzi di comunicazione di massa, generando una vera e propria e pervasiva distrazione collettiva.
Tuttavia, mentre l’attenzione globale si focalizzava ossessivamente sulla riduzione dei lipidi, il reale rischio per la nostra salute si celava, in modo insidioso, nei prodotti trasformati di largo consumo.
In altre parole, alimenti come biscotti, pane, pasta, patatine e, soprattutto, le bevande zuccherate, sono stati i vettori silenziosi di un’emergenza nutrizionale.
La svolta più dannosa
Le notizie mediatiche e le conseguenti linee guida dietetiche hanno a lungo dipinto i grassi come i principali nemici del benessere cardiovascolare.
Contemporaneamente, gli zuccheri venivano promossi e percepiti come fonti energetiche rapide e indispensabili;
ritorna in mente la pubblicità di noti biscotti, carichi di saccarosio, che incoraggiava il consumo con lo slogan “chi ama, brucia!”.
Dunque, l’impatto dell’ orientamento è inequivocabile: una ricerca anche superficiale dei prodotti disponibili nei supermercati,
rivela che quasi l’80% degli articoli contiene zuccheri semplici, sia in forma diretta che indiretta.
Ciò nonostante, resiste la pratica ingannevole di evidenziare sulle etichette diciture come “basso contenuto di grassi”, suggerendo una presunta salubrità che maschera il problema sostanziale.
Il risultato di cinquant’anni di campagne mediatiche basate su questo errato paradigma è drammatico: negli Stati Uniti, due terzi degli adulti risultano oggi sovrappeso e circa la metà rientra nella categoria clinica dell’obesità.
La funzione reale dei lipidi
Quale grave errore di valutazione è stato commesso in questo lungo periodo, bella domanda.
Principalmente, si è ignorato un principio fondamentale della fisiologia umana: l’organismo necessita imprescindibilmente di grassi, alcuni dei quali definiti essenziali per il mantenimento di una dieta equilibrata e completa.
Per esempio, i grassi insaturi, abbondanti negli oli vegetali (come l’olio d’oliva, di mais, o di soia) e in quelli di origine animale (soprattutto il pesce grasso), sono i primi, per l’equilibrio nutrizionale e svolgono funzioni protettive.
New: non sono da temere i lipidi
Al contrario, i veri nemici da eliminare con rigore dall’alimentazione sono i grassi trans e i grassi saturi in eccesso.
I primi, i grassi trans, sono quasi esclusivamente derivanti da processi industriali aggressivi,
come l’idrogenazione parziale, e dovrebbero essere completamente banditi per il loro alto potere dannoso.
I secondi, i grassi saturi, presenti in quantità rilevanti in carni rosse, latticini interi e alcuni oli tropicali, devono essere consumati con una moderazione consapevole e non demonizzati indiscriminatamente.
Tipologie dei grassi essenziali
I lipidi svolgono una moltitudine di funzioni vitali fondamentali: in primo luogo, sono una riserva energetica altamente efficiente;
e inoltre, costituiscono le membrane cellulari, garantendo l’integrità strutturale dell’organismo;
e ancora, forniscono protezione alle fibre nervose e sono precursori biochimici di molecole di primaria importanza, come ormoni e vitamine liposolubili (A, D, E, K).
Perciò, la distinzione tra le varie tipologie è notevole, per una scelta alimentare informata:
Grassi Saturi: Si presentano solidi a temperatura ambiente, si trovano in alimenti come burro, formaggi stagionati e carni rosse.
Il loro consumo eccessivo è noto per aumentare sia il colesterolo LDL (“cattivo”) che, sebbene in misura minore, l’HDL (“buono”).
Grassi Monoinsaturi: Di natura liquida a temperatura ambiente, sono abbondanti nell’olio d’oliva e nell’avocado.
New: non sono da temere i lipidi
È importante sottolineare che contribuiscono attivamente a ridurre i livelli di colesterolo LDL.
Grassi Polinsaturi: Si suddividono nelle famiglie essenziali degli omega-3 e omega-6.
Sono indispensabili, poiché l’organismo non può sintetizzarli. Sono contenuti negli oli di semi (mais, soia) e nel pesce grasso e, per di più, sono noti per abbassare il colesterolo LDL, spesso aumentando quello HDL.
Grassi Trans: Prodotti quasi esclusivamente dall’industria alimentare per migliorare la conservazione e la consistenza, sono altamente nocivi per la salute.
A causa della loro struttura modificata, incrementano drasticamente il rischio di malattie cardiache e di altre gravi condizioni patologiche.
Colesterolo e infiammazione
Anche il colesterolo, spesso vittima di una demonizzazione ingiusta, rappresenta una molecola essenziale per molteplici funzioni corporee,dalla sintesi ormonale alla formazione della bile.
Difatti, non è tanto il suo livello assoluto a costituire la vera minaccia, quanto piuttosto l’ossidazione di tale molecola, un processo innescato da stati infiammatori cronici.
Di conseguenza, è di vitale importanza monitorare non soltanto i livelli sierici di colesterolo, ma anche marcatori specifici di infiammazione,
come la Proteina C Reattiva (PCR), al fine di valutare con la massima accuratezza il rischio cardiovascolare individuale.
I grassi, se assunti nelle giuste proporzioni e tipologie, risultano indispensabili per il mantenimento di uno stato di salute ottimale e non rappresentano un fattore di rischio intrinseco.
Un’alimentazione bilanciata, che assegni la giusta importanza ai lipidi benefici e limiti drasticamente gli zuccheri aggiunti,
accompagnata da una regolare attività fisica e una corretta gestione dello stress, costituisce la base imprescindibile per preservare il benessere generale.
Quindi, investire nella prevenzione ed adottare uno stile di vita consapevole e informato sono le strategie fondamentali.
Per garantire un futuro sano, superando la focalizzazione esclusiva su un singolo parametro come il colesterolo, a favore di un approccio alla salute che consideri “tutto”, e più fattori insieme.
Detox via grassi e tossine